La globalizzazione ha avuto un impatto profondo su molteplici aspetti della cultura mondiale e la danza non è esclusa da questo fenomeno. Le danze ibride, che nascono dall’incontro e dalla fusione di tradizioni coreutiche provenienti da diverse culture, sono uno dei principali risultati di questo processo. La globalizzazione, facilitata dai mezzi di comunicazione e dalla mobilità internazionale, ha permesso la mescolanza di stili di danza dando vita a nuove forme artistiche che sfidano le categorie tradizionali e promuovono nuove modalità di espressione corporea.
Le radici del fenomeno sono da ricercarsi nell’incontro di stili tradizionali con influenze moderne o da scambi interculturali che, a volte, riducono i contesti originari delle danze, ma al contempo favoriscono la creazione di nuove forme. Questo fenomeno è il risultato di numerosi fattori legati alla globalizzazione: la migrazione delle persone, l’accesso globale alle informazioni e la crescente mobilità artistica. Il fenomeno delle danze ibride può essere osservato in vari contesti, dalle metropoli cosmopolite alle scene locali di danze contemporanee.
Ad esempio l’hip hop ha radici nella cultura afroamericana di New York ma la sua diffusione in tutto il mondo ha portato alla nascita di molteplici varianti influenzate da tradizioni locali e altre forme di danza creando nuove espressioni a livello mondiale, dall’India alla Francia, passando per il Giappone e l’Africa.
La mescolanza di movimenti provenienti da tradizioni e stili diversi caratterizza sicuramente questo processo umano portando così a includere, in stili codificati a livello internazionale, anche le danze popolari. Questa mescolanza di stili, tecniche, ritmi e linguaggi corporei produce forme uniche che portano la danza a superare le diatribe culturali e le varie convenzioni arrivando a creare stili comprensibili a un livello artistico più ampio e profondo con linguaggi che vanno a integrare stili in apparenza diametralmente opposti ma che, con un’osservazione più attenta, sono sicuramente espressione della stessa anima.
Nonostante ciò, il dibattito internazionale porta alcuni interrogativi nella valutazione culturale di queste danze all’interno delle quali troviamo espressioni identitarie di più culture, dove la somma degli elementi è sicuramente una forma artistica nuova con una sua propria identità. Tutto questo porta ad un arricchimento di più culture ma, come abbiamo imparato in questi ultimi decenni, la globalizzazione ha spesso appiattito le caratteristiche peculiari di alcune tradizioni e culture vedendo sfumare o alleggerire alcune peculiarità identitarie proprie di alcuni stili.
Personalmente sono per cogliere le opportunità che queste unioni e queste mescolanze possono offrire a una società sempre più multiculturale: dialogo e apertura.
Queste sono le parole chiave che è fondamentale evidenziare in questo particolare momento storico dove ci scontriamo quotidianamente con episodi di intolleranza e mancanza di comprensione tra culture. Il dialogo tra forme artistiche provenienti da contesti culturali differenti può aiutare ad abbattere le barriere culturali creando uno spazio comune in cui diverse tradizioni si incontrano e si arricchiscono a vicenda.
La danza può diventare così un mezzo per superare le differenze promuovendo la comprensione reciproca e la cooperazione, come spesso accade nei festival di danza internazionale dove si esibiscono ballerini provenienti da tutto il mondo creando performance collettive che fondono stili e tradizioni diverse.
Questi ultimi decenni sono stati e lo sono ancora oggi decenni di enormi mutamenti storico-sociali dove le parole inclusione e multietnicità hanno acquisito significato e grazie ai quali, pian piano e a piccoli passi, anche le persone stanno acquisendo consapevolezza di un mondo che non c’era e adesso c’è: un mondo di cui la danza ibrida è naturale espressione.