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Balletcore, la “moda mania” che porta il balletto nei nostri armadi

Balletcore, la “moda mania” che porta il balletto nei nostri armadi

Un trend contemporaneo e in continua ascesa è il balletcore ovvero la tendenza a portare in passerella e nel quotidiano l’abbigliamento tipico della danza classica.

Una tendenza esplosa con la collezione Autunno/Inverno 2022/2023 di Miu Miu quando Miuccia Prada reinterpretò nuovamente le iconiche ballerine con nastri e fibbie presentante nella collezione primavera/estate 2016 ma in nappa e in raso rosa fermate da una fascetta loggata abbinate a calzettoni che richiamavano le classiche forme degli scaldamuscoli, tutto sui toni morbidi e neutri tra il grigio e il rosa aggiungendo però combinazioni non proprio convenzionali: calze a coste spesse, accessori in chiffon, minigonne e bomber di pelle. Ne emerse una nuova versione del balletcore che andava ad aggiungere un twist brioso e frizzante e che andava a “svecchiare” la rigidità stilistica del trend in una veste molto più sensuale richiamando i “favolosi” anni ’80… chi non si ricorda il leggings e il tulle di una allora sconosciuta Madonna?

Nella collezione Haute Couture primavera/estate 2024 di Chanel, Virginie Viard, direttrice creativa della maison, in passerella ha portato gli elementi tipici del balletto cercando “di riunire la potenza e la finezza dei corpi e degli abiti in una collezione molto eterea, composta da tulle, volant, plissettature e pizzi” inserendo nel mondo del balletto e della danza anche tipici inserti della maison come il bottone caratterizzato dalla doppia C, da sempre simbolo di emancipazione degli abiti creati dalla maison. La collezione si declina in gonne corte e dritte trasparenti, abiti lunghi, tute e mantelline impreziosite da ricami che raffigurano drappeggi, fiocchetti, tasche di tulle illusorio, cinture di pizzo, paillettes, trecce e fiorellini regalando una collezione dominata da colori tenui come rosa, bianco, avorio, panna ispirati ai balletti russi. Proprio dai quei Ballets Russes che stregarono Coco Chanel nella visione dello spettacolo Serge of Spring presentato da Serge Diaghilev nei primi decenni del ‘900 che poi la condussero, nel 1924, a firmare gli abiti di Le Train Bleu. Lo spettacolo, che presentava in scena oltre a coreografie di danza classica, acrobazie e protagonisti inusuali per un balletto, come un nuotatore o un tennista, il contributo della stilista fu proprio quello di avere creato costumi comodi come tutine intere in jersey che permisero ai performer di eseguire i movimenti senza difficoltà, regalando agli artisti in scena la medesima libertà che Chanel regalava ad ogni donna con i suoi iconici abiti.

Il balletcore non si è fermato neanche nelle collezioni autunno/inverno dove questo trend, tra strade e passerelle, ha riproposto in particolare il tutù in una nuova versione 2024 che vuol far dimenticare le versioni con delicate tinte pastello per far spazio al nero e alla sua connotazione dark con più strati di tulle di Simone Rocha e alle gonne-tutù in pelle semirigide ideate da JW Anderson.
Ma finisce qui? Tutt’altro! Durante la Milano Fashion Week si sono già potute vedere le anticipazioni per la bella stagione e con la collezione primavera/estate 2025 presentata da Ferragamo il direttore creativo della Maison, Maximilian Davis, ha portato in passerella la grazia tipiche delle ballerine in scena dandone un’interpretazione che può però soddisfare la donna contemporanea traslando i codici estetici della danza e facendoli diventare parte di un guardaroba contemporaneo.

Davis ha portato in passerella il tipico abbigliamento da sala danza aggiungendo però un tocco di eleganza con sandali infradito e pumps con il tacco che richiamano esplicitamente le scarpette con il gesso e i lacci di raso con nuances che vanno dal mattone al rosa carne ai marroni neutri per poi passare dal blu elettrico al rosso. Il legame con la danza del “Ciabattino delle stelle”, così venne rinominato Salvatore Ferragamo negli anni ’20 del 900 quando aprì il suo negozio a Hollywood, non è del tutto nuovo. Fu importante il suo rapporto con Rudolf Nureyev e con Katherine Dunham, ballerina, coreografa e antropologa e, si racconta, che Ferragamo lavorasse alla progettazione delle ballerine fin dagli anni Venti studiando l’anatomia del piede per creare forme innovative.

In diversi si sono interrogati sul successo di questo trend. Patricia Mears, curatrice del libro Ballerina: Fashion’s Modern Muse, ha dichiarato che “l’uso dei social media da parte delle compagnie di danza classica e delle loro étoile sta contribuendo a rendere la forma d’arte più accessibile” mentre la giornalista statunitense Dale Arden Chong quando ha dichiarato che questa tendenza abbia “a che fare non solo con la danza ma con il comfort e con tutti quei capi che ci permettono di muoverci liberamente” rendendo fashion i tipici outfit dell’allenamento di un ballerino: scaldamuscoli, cardigan, scarpette, scaldacuore e top a portafoglio. Con la voglia di libertà che i giovani continuano a rivendicare anche attraverso la moda (Coco Chanel insegna) ecco che il balletcore continua a diffondersi in maniera capillare specie nella Generazione Z attraverso i social più seguiti dai giovani.

Credo che sentiremo parlare ancora a lungo di questa “moda mania” che connette il mondo della moda e quello del balletto in maniera esemplare.

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