Max Richter è un compositore il cui lavoro spesso trascende i confini tradizionali intrecciando elementi classici e contemporanei con lo scopo di offrire alle diverse forme artistiche, tra cui la danza, nuove letture e nuove interpretazioni anche di musiche classiche di successo. Nel suo lavoro Ricther non esula dal rapporto con la danza, bensì continua a esplorarne le espressioni, approfondendo quello che è a tutti gli effetti un rapporto quasi simbiotico tra due espressioni artistiche che difficilmente prescindono l’una dall’altra.
Questa visione interdisciplinare raggiunge la sua massima espressione nei progetti con coreografi e registi, dando voce, attraverso la sua musica, ad una esplorazione della danza e della narrativa, componendo musiche perfette per la danza e per lavori cinematografici, dove la musica è parte integrante della storia anche a livello emotivo.
Nella visione di Ricther musica e danza sono due mondi profondamente legati e interconnessi e proprio grazie a questa sua visione e comprensione di come musica e movimento si influenzano a vicenda, riesce a comporre musiche che si muovono sapientemente all’interno della componimento coreografico al quale sono legate. In questo percorso, non possiamo non citare la collaborazione con il coreografo Wayne McGregor, dove la composizione di Richter si integra alla coreografia dinamica e nitida di McGregor, consentendo alla fisicità dei ballerini di narrare una storia che è profondamente legata alla musica. La musica di Richter non è solo un accompagnamento ma un partecipante attivo nella narrazione che stabilisce il tono del movimento e il linguaggio visivo della danza.
In tal senso, forte è il legame della musica di Ricther con la narrativa, che da spazio alla fusione di elementi coerentemente intrecciati che spesso trovano espressione nella composizione di colonne sonore.
La capacità di Richter di lavorare all’interno della struttura della danza parla anche del suo rispetto, della sua comprensione del ritmo e dello spazio in funzione del movimento dei danzatori e, questa collaborazione unica, mostra come la danza possa diventare un’estensione della musica. L’approccio consapevole di Ricther dimostra come la sua musica possa migliorare l’espressione coreografica, aggiungendo profondità emotiva. In queste opere, Richter usa il suono non solo per sottolineare l’azione ma anche per ampliare, attraverso la musica, l’espressione emotiva dei ballerini.
Che si tratti di un film, di un romanzo o di una coreografia le composizioni di Richter creano un ambiente in cui l’ascoltatore (o lo spettatore) possa immergersi completamente nella storia che viene raccontata.
In molti dei suoi progetti infatti la musica di Richter crea un ponte tra i movimenti fisici dei ballerini e la parte emotiva dello spettacolo o della narrazione. Musica, danza e narrazione comunicano un sentimento o raccontano momenti ben precisi legati a un evento. Ricther, attraverso la sua musica, vuole dare voce alla parte emotiva del gesto tecnico del danzatore ed evocare, attraverso le sue note, sensazioni e sentimenti forti.
Il lavoro di Max Richter esemplifica come danza e narrativa non siano mondi separati, ma interconnessi. Le sue composizioni offrono uno spazio in cui musica, movimento e narrazione possono coesistere e amplificarsi a vicenda, conducendo il pubblico in una profonda esplorazione di paesaggi emotivi e intellettuali.
Come compositore, Richter non si limita a comporre musica per la danza o il cinema ma crea espressioni e mondi in cui danza, narrativa e musica vengono vissuti simultaneamente rendendo ogni pezzo un’esplorazione complessa e multisensoriale dell’esperienza umana.
INFO
Max Richter è un compositore e musicista britannico di origini tedesche che ha conquistato il mondo grazie alla fusione di tecnica classica e musica elettronica espressa nei suoi album da solista, nelle colonne sonore di film, di musiche per la danza, l’arte e la moda. Tra le sue opere più famose la colonna sonora della serie L’amica geniale e la ricomposizione, in chiave postminimalista, dei concerti per violino, archi e basso continuo de Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi.